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Lizard Canary Club Italiano

La Razza

Origini e Storia

Tra le varietà di canarini esistenti, il Lizard occupa una posizione unica. Tutte le altre razze sono relativamente recenti, la maggior parte a memoria d'uomo: solo il Lizard sembra essere stato allevato, da secoli e per secoli, senza subire alcun cambiamento sostanziale nelle sue peculiari caratteristiche, che risalgono così addietro nel tempo, da rendere le origini stesse della razza ancora oggi misteriose.

 

Nei testi più antichi di storia naturale non si ritrovano riferimenti ad alcuna particolare varietà  di canarino. Lo svizzero Conrad Gesner, nella sua "Historia Animalium" (1555), descrisse la specie selvatica e indicò chiaramente che i canarini furono importati dalle Canarie nel Continente così come in Inghilterra. Anche un secolo dopo, dei canarini tenuti in cattività non vi era alcuna menzione circa le varietà, le cui prime descrizioni nel Continente si rinvengono in Francia, ad opera di Hervieux. Nel "Traitè des serins de Canaries" (1713), l’autore indica e descrive ben 29 varietà, la maggior parte costituite da varianti di colore, che apparvero nel corso dell'allevamento in cattività, verosimilmente per mutazione. Tra le varietà elencate ve ne era      una che, secondo alcuni, poteva rappresentare l’originario canarino Lizard, poiché veniva descritta come canarino verde provvisto di disegno sul dorso, anche se tale varietà non era indicata con un nome ben definito. Comunque, nel 1742 canarini con scaglie, ali e coda nere ed una macchia sulla testa, chiamata dagli allevatori “calotta”, risultavano già ben descritti nel dettaglio.

 

Le origini continentali del Lizard sono suffragate anche da un antico testo, "The Bird fancier's necessary companion", datato 1762, in cui la razza viene descritta come "La bella specie coperta di scaglie ... che pochi anni fa è stata introdotta dalla Francia, ma che è stata migliorata nel colore e nella bellezza dagli allevatori inglesi". La documentazione sopra riportata, per quanto frammentaria, supporta quindi l'opinione diffusa secondo cui il Lizard fu importato  in Inghilterra dagli esuli Ugonotti, (forse tessitori). Claude St. John, dopo aver accennato agli Ugonotti, scrisse che il Lizard fu introdotto in alcuni centri quali Nottingham, Middlesbrough, Norwich e Spitalfields nel XVI secolo. La nefasta persecuzione religiosa nei confronti degli Ugonotti, durante la seconda metà del XVI secolo (la c.d. “notte di S. Bartolomeo”, strage iniziata la notte tra il 23 ed il 24 agosto 1572), continuò per oltre un secolo, intensificandosi sotto Luigi XIV (editto di Nantes 1685) e gli esuli, nelle loro continue fughe, portarono con sé i loro canarini preferiti. Anche nel secolo XIX la storia del Lizard continua ad essere nebulosa. Le associazioni ornitologiche, seppur già esistenti, non erano certo ben organizzate come ai nostri giorni; di conseguenza, poche sono le tracce rimaste delle loro attività. 

 

Le esposizioni non erano altro che riunioni di pochi allevatori, che si confrontavano con i propri esemplari in un qualche locale o stanza adibita allo scopo dal padrone di casa.

Il Lizard, insieme al London (razza affine e strettamente legata sia da un punto di vista fenotipico che genotipico, ma dal diverso destino, in quanto sfortunatamente estinta), compare in una esposizione di Londra per la prima volta nel 1790, anche se sembra essere stata menzionata con il nome “Lizard” per la prima volta soltanto nel 1825, in “The British Aviary and Bird Breeders Companion: “There is a class of canaries known by the name of Lizards …having a clean yellow cap, their back and breasts bespangled all over with green and black, resembling the colour of that small creeping creature from which they derive their name”, mentre la prima illustrazione di un Lizard sarebbe apparsa sul numero del 12 dicembre 1846 della rivista “London Illustrated News”.

 

Il primo standard del canarino Lizard che si conosca risale invece al 1860 (pubblicato lo stesso anno nella rivista settimanale “The Cottage Gardner and Country Gentleman”), redatto ad opera di B. P. Brent, che fu anche collaboratore del grande scienziato inglese Charles Darwin nella descrizione di alcune caratteristiche dei “canarini pregiati” (Lizard e London), cui si fa riferimento nell’antico e conosciutissimo testo del 1868 “The Variation of Animals and Plants under Domestication” (“La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico”, traduzione a cura di A. Volpone, Einaudi Ed., 2011, p. 294).

Negli anni che seguirono, stante il progressivo declino del London, il Lizard fu sempre più apprezzato e venne allestita una mostra al Crystal Palace di Londra. Nella prima edizione di “The Canary Book” (1875) Wallace raffigura e descrive le caratteristiche del canarino Lizard vincitore, un maschio dorato con calotta intera allevato dal sig. Fairbrass di Canterbury. In quel periodo erano ammessi in esposizione soltanto soggetti con calotta completa (lo standard proposto da Wallace prevedeva addirittura 20 punti per la sola voce “testa e calotta”).

 

In un successivo testo (“Canaries and Cage Birds”, 1878-81), Blakston offre una propria versione della scala valori del Lizard, attribuendo alla voce “gola e petto” 5 punti per la qualità del colore e l’evidenza di “rudimentali e particolareggiate scaglie”. Va tuttavia precisato che, a quel tempo, non esistevano associazioni di rilevanza nazionale a tutela delle singole razze, cosicché la versione del modello ideale fino ad allora proposto e standardizzato rappresentava, in realtà, niente più che una interpretazione soggettiva di singoli allevatori e autori, peraltro non sempre condivisa.

Soltanto con la nascita della “Lancashire and Lizard Canary Fanciers’ Association”, avvenuta nei primi del ‘900, comincia a delinearsi più chiaramente una scala dei punti a livello nazionale, dove al “rowing” (disegno su petto, fianchi e ventre) viene attribuito un punteggio dapprima di 5 e successivamente di 10 punti, attraverso due pubblicazioni degli anni 1910-11, rispettivamente di Claude st. John (“Our Canaries”) e John Robson (“Canaries, Hybrids and British Birds”), in una delle quali è riportato anche il commento di un rinomato allevatore di Manchester, relativamente al disegno pettorale, ovvero “The Breast Work” (“… gli allevatori pongono oggi molta attenzione a questo necessario ornamento, e più lo si ottiene ben definito ed esteso su petto, fianchi e addome, maggiori chances di vittoria si avranno”).

 

In epoca anteriore alla Prima guerra mondiale, comunque, il Lizard rimase una razza prettamente locale, con ben poche mostre organizzate nelle Contee sopra indicate (Nottingham, Middlesbrough, Norwich e Spitalfields). La Prima guerra mondiale inferse un duro colpo a tutte le razze esistenti, ma ancor più al Lizard; durante il periodo bellico, infatti, gli allevatori potevano contarsi sulle dita di una mano, anche se i pochi esemplari esistenti continuavano ad essere esposti nelle mostre principali. La Seconda guerra mondiale rappresentò una ulteriore calamità per la razza, che rischiò l'estinzione, pericolo poi scongiurato grazie all’opera della "Lizard Canary Association" (L.C.A), costituitasi allo scopo nel 1945 e fondata dal sig. Robert H. Yates di Wolverhampton.

 

L’obiettivo principale della neonata associazione era infatti quello di preservare i pochi esemplari rimasti, cosicché furono presi contatti con tutti gli allevatori conosciuti, per fare un censimento, che portò al seguente risultato: non esistevano più di 30 coppie di canarini tipici. Si adottò quindi una ferma politica per salvaguardare il prezioso patrimonio, evitando speculazioni e chiedendo ai pochi allevatori esperti di non cedere, per due o tre anni, i propri soggetti se non agli stessi membri della L.C.A. Un grande contributo fu dato anche dall'editore di "Cage and aviary  birds", che diede risalto all'opera di tali allevatori. Due anni più tardi fu nuovamente consentita la vendita degli esemplari ed il Lizard tornò a comparire sui banchi espositivi delle mostre. I soci della L.C.A., dopo cinque anni, risultavano una cinquantina e crebbero ulteriormente negli anni seguenti, estendendosi a tutte le Contee inglesi.

 

Oggi la razza è diffusa in tutto il mondo e gode di buona salute, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, anche se incombe sempre più il pericolo del meticciamento e inquinamento della razza, le cui origini rimangono ancora avvolte da un alone di mistero. Su queste ultime sono state avanzate due ipotesi principali:

1) Ibridazione tra il Canarino e altre Specie di fringillide (Serinus pusillus, Sicalis flaveola, Serinus serinus, ecc.). 2) Mutazione spontanea e casuale avvenuta in cattività.

 

Ibridazione: tra le specie suaccennate, quella che è stata presa in maggiore considerazione, soprattutto negli anni passati, è il Serinus pusillus (Verzellino fronte rossa). Questo piccolo Serinus euro-asiatico ha un aspetto molto attraente, avendo un colore di fondo giallo arancio, con una chiazza rossa sulla fronte (che potrebbe corrispondere alla calotta lipocromica del Lizard); ha inoltre striature simili a quelle del Lizard, in particolare riguardo ai "rowings" su fianchi e petto, ma il suo disegno è formato da strie brevi, non interrotte da una mezza luna. Vive in zone montane (ha il suo habitat dal Medio Oriente fino all'Asia, dalla Turchia all'Iran, al Pakistan, all'Afghanistan, all'India, alla Cina, al Tibet e al Nepal) ed è molto difficile da allevare alle nostre latitudini. Ha bisogno di un'attenzione particolare per quanto riguarda l'igiene e la prevenzione delle malattie, restando la sua mortalità molto  elevata. Non c'è ancora una risposta del perché questi uccelli si indeboliscano improvvisamente dopo diversi mesi di buone condizioni e poi muoiano in un breve periodo di tempo. A volte non è facile portarli in condizioni riproduttive, anche se occasionalmente si sono ottenuti novelli. Alcuni sostengono che tutti gli ibridi tra Serinus canarius x S. pusillus siano sterili, ma, anche in caso di F1 fertili, la debolezza costituzionale ereditata dall'esotico, con alta mortalità, rende difficile sostenere il ruolo dell'esotico nella creazione della Razza Lizard. In un articolo apparso il 25 maggio 1991 sul periodico "Cage & Aviary Birds", si è ipotizzato che il Lizard possa essere frutto di una ibridazione tra maschio di Canarino e femmina di Zigolo solforato (Sicalis flaveola). Gli ibridi sono stati descritti con becco e zampe scuri, ali e coda nerastri con striature dorsali simili alle scaglie del Lizard. Il fringuello zafferano o botton d'oro (Sicalis flaveola) è un fringuello del Sud America, molto comune nelle aree aperte e semiaperte delle pianure al di fuori del bacino dell'Amazzonia. Questo piccolo uccello ha un'ampia distribuzione che comprende la Colombia, il Venezuela settentrionale (dove è chiamato "canario de tejado" ossia "canarino dei tetti"), l'Ecuador occidentale, il Perù occidentale, il Brasile orientale e meridionale (dove è chiamato "canário-da-terra" o "canarino nativo"), Bolivia, Paraguay, Uruguay, Argentina settentrionale e Trinidad e Tobago. Attualmente, la teoria della ibridazione è comunque ritenuta meno probabile di quella della mutazione, anche se alcune caratteristiche del Lizard sono più vicine a quelle dei fringillidi selvatici che non a quelle del canarino domestico.

 

Mutazione: una mutazione o meglio più mutazioni avvenute nel tempo sono probabilmente all'origine del Lizard. Tali mutazioni avrebbero interessato sia il colore di fondo che il disegno melanico, costituito da scaglie e rowings. E’ fin troppo facile ipotizzare come nel canarino ancestrale siano avvenute in cattività, casualmente e spontaneamente, diverse mutazioni (come d’altronde si è verificato in modo evidente, ad esempio, per il ciuffo e per il colore di molte varietà di canarino), poi fissate dagli allevatori tramite una attenta selezione. Ciononostante, il Lizard continua ad essere il più grande mistero dell’ornitologia e, probabilmente, soltanto indagini di tipo genetico (DNA) e biochimico potrebbero dirimere i dubbi. Finora soltanto il prof. R. Stradi ha portato a termine indagini sul lipocromo (carotenoidi) del piumaggio del canarino Lizard, evidenziandone la sua unicità rispetto alle altre varietà di canarino domestico, che si manifesta fenotipicamente soprattutto nella qualità ed intensità del colore di fondo. Per il resto, mentre è disponibile la mappatura genetica del canarino domestico (di colore), non lo è quella del Lizard, cosicché non è ancora possibile un confronto.

 

 

Descrizione

Il Lizard è un canarino di taglia media, forma regolare e graziosamente arrotondata (pur senza raggiungere la rotondità del Border) e piumaggio liscio. In ambito ornitologico ed a fini espositivi è classificato tra le varietà di “forma e posizione lisci”, anche se la peculiarità è rappresentata dal “disegno” del piumaggio. Rustico e prolifico, è un ottimo allevatore della prole, tanto da essere utilizzato sovente come balia per altre razze e risultare adatto anche agli allevatori meno esperti. Le due varietà classiche, da accoppiarsi sempre tra di loro (pena il decadimento della qualità del piumaggio), sono dorata e argentata, che corrispondono al tipo di piumaggio intenso e brinato dei canarini comuni.

 

Le sue origini sono antichissime e misteriose, probabilmente continentali (vedi oltre), ma essendo stata allevata, selezionata e tutelata per secoli nel Regno Unito, la razza è considerata a pieno titolo inglese.

 

Il suo nome deriva dalla caratteristica principale, rappresentata dalle “scaglie” ovvero da piume che, a livello dorsale, per forma e colore formano un disegno che ricorda le squame di un rettile (Lizard = lucertola). Le scaglie compaiono dopo la prima muta dei novelli ed il loro regolare allineamento, unitamente alla nitidezza, conferisce pregio ad un soggetto.

 

Altra caratteristica fondamentale ed unica della razza è la “calotta” (in inglese “cap”), area completamente lipocromica (gialla) situata a livello del capo. Quando presente, è evidente fin dalla nascita e resta immutata nella sua forma per tutta la vita. Fino ad un certo periodo storico, sono stati esposti ed ammessi alle premiazioni soltanto soggetti con calotta perfetta, ma in considerazione del fatto che devono essere evitati gli accoppiamenti tra due esemplari aventi entrambi una calotta intera (onde evitare il grave difetto della calotta debordante sotto l’occhio – “bald-face” - o sulla nuca – “over-capped”), nel tempo hanno trovato maggiore spazio e valorizzazione, a livello espositivo, anche i soggetti con calotta spezzata (broken cap) o senza calotta (non cap), per i quali oggi sono previste apposite categorie a concorso. 

 

Nelle zone del capo prive di calotta, continua ad essere presente il disegno sotto forma di scaglie in miniatura, 

molto belle a vedersi.

Anche il disegno melaninico presente a livello pettorale, ventrale e sui fianchi, definito “rowings”, deve ricordare quello delle scaglie, sotto forma di righe scure allineate, ma spezzettate per la presenza del margine chiaro su ciascuna piuma. 

 

Il becco e le zampe devono essere del colore più scuro possibile; l’ossidazione è in questo caso favorita dall’esposizione ai raggi ultravioletti. Anche le penne di ali e coda devono apparire pressoché nere; la loro perdita e conseguente ricrescita, tuttavia, determina la comparsa di depigmentazioni, che vengono penalizzate in esposizione. Per tale motivo, vengono esposti generalmente soltanto i soggetti giovani del primo anno, che non sono ancora andati incontro ad una muta completa del piumaggio. 

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